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La Storia
Gianluca Nannelli
Gianluca Nannelli nasce a Firenze il 22 agosto 1973. Sin da piccolo comincia a mostrare una smisurata passione per il mondo dei motori che viene tuttavia ostacolata dalla famiglia la quale, per lungo tempo, gli nega la possibilità di salire in sella ad una motocicletta.
È infatti solo grazie all’aiuto di alcuni amici che all’età di 18 anni, inizia a correre nel Campionato Nazionale 125 di Motocross, per poi passare al mondo della motovelocità, sua vera passione, prendendo parte alla categoria 125 Sport Production in sella ad una Cagiva Mito.
La storia

Nel 1995, a 22 anni, inizia la sua vera carriera come pilota professionista. Un avvio complicato, dovuto alla poca esperienza ed all’età avanzata rispetto agli avversari. Gianluca Nannelli “il Nanna” sale sulla Yamaha R6 del team Imperiale Moto e comincia a conquistare i primi podi e le prime vittorie nel campionato nazionale Sport Production 600cc venendo riconosciuto nell’ambiente per la sua guida altamente spettacolare ed aggressiva che gli vale il soprannome di Nannaiuky, in onore del Grande pilota nipponico Noriuky Haga.
Debutta poi nelle competizioni internazionali partendo dal Campionato Europeo Velocità, categoria Supersport in sella alla Ducati 748 R del Team Rox Racing conquistando la top five nella classifica finale.

Nel 2002 debutta nel campionato mondiale Supersport, sempre alla guida di una Ducati 748 R del team Rox Racing, nel 2003 parallelamente all’impegno nel CIV (Campionato Italiano Velocità) che lo vede diventare campione italiano nella categoria Supersport, partecipa nuovamente come pilota titolare al mondiale Supersport, questa volta alla guida di una Yamaha YZF R6 gestita dal team Lorenzini by Leoni.
Durante la stagione, il Nanna mette in mostra le sue capacità di guida funamboliche ma, a causa della sua eccessiva aggressività, perde punti importanti, che non gli permettono di conquistare posizioni di rilievo nella classifica finale del campionato mondiale. Al termine della stagione, dopo alcuni episodi altamente spettacolari, viene infatti denominato dal team con il soprannome di “Conann” – il guerriero.

Nel 2004 passa al mondiale Superbike alla guida di una Ducati 998 RS del team Pedercini che lo ingaggia due settimane prima dell’inizio della stagione.
Al debutto sul tracciato spagnolo di Valencia conquista il sesto posto in gara dopo essere stato a lungo in lotta per il podio. Successivamente la Ducati lo affianca a Gary MacCoy alla guida di una Ducati 999 RS del team Xerox Ducati-Nortel Networks by Caracchi. Durante il campionato riesce a rimanere costantemente nella top ten riuscendo a confrontandosi con i migliori della categoria.

Nel 2005 torna pilota titolare nel mondiale Supersport, alla guida di una Ducati 749 R del team Ducati SC Caracchi. Ottiene tre piazzamenti a podio tra cui una vittoria all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Nel corso della stagione viene chiamato a disputare il Gran Premio d’Italia a Monza nel mondiale Superbike, diventando l’unico pilota dell’era moderna a correre ben tre gare di mondiale in una sola giornata.
Ottiene punti sia in gara 1 che in gara 2 concludendo entrambe le competizioni nella top ten della categoria Superbike. In Supersport, conquista il podio, il primo della Ducati 749 R. Sempre velocissimo ed aggressivo, il Nanna riceve le attenzioni di Ducati, ma un brutto infortunio sul tracciato di Assen gli preclude la possibilità di avere una chance per approdare nel team ufficiale.

Nel 2006 disputa le prime due gare del mondiale Supersport con una Yamaha YZF-R6 del team Kopron Edo Racing, per poi passare a competere in alcune gare nel campionato mondiale Superbike in sella ad una Honda CBR1000RR del team D.F.X. Treme.
Torna poi in Supersport per cinque gare in sella ad una Ducati 749R del team Manila Grace SC finendo sempre nella top ten.

Nel 2007 diventa pilota titolare per il team Caracchi SC Ducati in Supersport, ed ottiene un podio sul circuito di Valencia al termine di una rimonta furiosa che, al primo passaggio, lo vedeva in quattordicesima posizione.
Ma un grave infortunio sul tracciato di Silverstone lo costringe ad interrompe una stagione che fino a quel momento lo vedeva in lotta per il campionato. Nel 2008 passa a guidare la Honda CBR 600 RR dell’Hannspree Honda Althea.

Con il 2009 inizia la sua ultima stagione nel mondiale Supersport, in sella ad una Triumph Daytona 675 del team ParkinGO Triumph BE1.
Durante il campionato riesce a portare il marchio inglese più volte a ridosso del podio.

Nel 2010 partecipa al CEV (Campionato spagnolo) Moto 2 portando in gara la moto artigianale Gapam del team Grillini. Nel 2011 partecipa al CIV (Campionato Italiano Velocità) nella categoria Superbike iniziando la stagione con il team BMW MM Racing per concludere in sella alla Ducati nel team Grandi Corse.
Finisce la sua carriera nel 2012 partecipando al CIV nella categoria Superbike in sella alla Ducati 1198 del team Grandi Corse, portando la moto italiana più volte sul podio e vincendo la gara di Imola.

Il 2013 è l’anno della svolta. Gianluca Nannelli infatti, grazie alla sua predisposizione a lavorare a contatto con i più giovani e grazie alle competenze acquisite nel corso degli anni come pilota professionista, decide di gettare le basi per una scuola motociclistica per bambini, quella che poi diventerà la Nannelli Riders Academy.
A partire dal 2016 inoltre “il Nanna” è diventato il coach dei piloti RMU VR46 impegnati a competere nel Campionato Italiano Velocità.
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